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L’italiano nella canzone con LUCA ZULIANI e FELICE LIPERI

Il libro di Luca Zuliani pubblicato da Carocci, L’italiano della canzone, si segnala come una notevole eccezione nel panorama degli scritti sulla canzone in Italia. Zuliani, allievo di Mengaldo e docente di Linguistica nell’università di Padova, curatore del Meridiano dedicato a Giorgio Caproni e autore di importanti studi sulla letteratura (nonché di un precedente Poesia e versi per musica. L’evoluzione dei metri italiani, 2009), riesce a parlare di canzonette con ammirevole rigore, evitando gli “effetti collaterali” cui accennavo. Oggetto del suo studio sono soprattutto gli aspetti formali, metrici, e in particolare le rime. Il rapporto tra canzonetta e tradizione melodrammatica viene semplificato e banalizzato, ma emerge qui in tutta la sua complessità: il lavoro del moderno paroliere (o cantautore) non è meccanicamente “figlio” di quello del librettista ottocentesco.

Zuliani – da serio filologo – precisa opportunamente nell’Introduzione che “le canzoni verranno citate usando il testo cantato nella prima incisione – la cui data è posta sotto il titolo – con l’aggiunta di un minimo di punteggiatura (e talvolta con alcune parole evidenziate in corsivo, oppure accentate per evidenziarne il ruolo ritmico). Per alcuni testi verrà anche riportato un brano dello spartito, ricavato dalla stessa fonte. Se l’autore o gli autori della canzone sono diversi da chi la canta, verranno indicati tra parentesi”.  

Il quadro che emerge dall’analisi di Zuliani è quello di una canzone sempre più lontana – sul piano della versificazione – tanto dalla tradizione “colta” quanto dal parlato quotidiano, “naturale”. Allo stesso modo viene affrontato il problema delle licenze poetiche, croce e delizia di chi voglia prendere in esame la canzone italiana nei suoi vari e multiformi aspetti.

In conclusione, Zuliani ci offre una sintesi storica del rapporto tra musica e parole nella tradizione italiana: da un primato della parola (nei madrigali medievali e rinascimentali) si è passati (nel melodramma fino all’Ottocento) a un parziale compromesso con la musica.  

Una riflessione importante sulla canzone capace di “prenderla sul serio” senza “nobilitarla” inutilmente, capace di prospettare i suoi problemi “dall’interno”, riconoscendole il giusto posto nella cultura di oggi. 

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Data

21 Ago 2021
Expired!

Ora

15:30

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Luogo

Spilimbergo
Teatro Miotto

Organizzatore

Folkest
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