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	<title>Folkest &#8211; edizione 2026</title>
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	<description>International Folk Festival in San Daniele</description>
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	<title>Folkest &#8211; edizione 2026</title>
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		<title>I Nomadi e Angelo Branduardi al Castello di Udine per Folkest. Aperte le prevendite.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:51:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aperte le prevendite per due degli appuntamenti più attesi di Folkest 2026: i concerti deI Nomadi e di Angelo Branduardi, entrambi in programma l’estate prossima al Castello di Udine (Piazzale della Patria del Friuli 1), rispettivamente il 27 giugno I Nomadi e il 21 luglio Angelo Branduardi. Le prevendite sono già attive per entrambi [&#8230;]</p>
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<p><br>Sono aperte le prevendite per due degli appuntamenti più attesi di Folkest 2026: i concerti de<strong>I Nomadi</strong> e di <strong>Angelo Branduardi</strong>, entrambi in programma l’estate prossima al <strong>Castello di Udine</strong> (Piazzale della Patria del Friuli 1), rispettivamente il <strong>27 giugno I Nomadi</strong> e il <strong>21 luglio Angelo Branduard</strong>i.<br><br>Le prevendite sono già attive per entrambi gli eventi. I biglietti sono disponibili online sul <a href="https://shop.editeventi.com/epages/16745.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/16745/Categories/Category1">Edit Shop</a>, su TicketOne e presso la biglietteria fisica di <strong>Carpacco</strong>, frazione di Dignano, al Centro Commerciale “Le Torri”, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (tel. +39 0432 1723158 – cell. +39 335 1202124 – email: biglietteria@Folkest.com</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-vivid-cyan-blue-background-color has-background wp-element-button" href="https://shop.editeventi.com/epages/16745.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/16745/Categories/Category1" style="border-top-left-radius:13px;border-top-right-radius:13px;border-bottom-left-radius:13px;border-bottom-right-radius:13px">Acquista biglietti</a></div>
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<p><br>Più nel dettaglio:<strong>I Nomadi</strong>, una delle realtà più longeve della musica italiana, sono in programma <strong>sabato 27 giugno 2026 alle ore 21:15</strong>. <br>Attivi dal 1963 a livello internazionale, per anzianità di servizio, sono preceduti soltanto dai Rolling Stones. In oltre sessant’anni di carriera la band emiliana ha pubblicato 52 lavori discografici tra album in studio, live e raccolte, raggiungendo oltre 15 milioni di copie vendute.<br><br>Nel corso degli anni si è sviluppata attorno alla loro musica una comunità di pubblico ampia e fedele: oltre cento fan club sparsi in tutta Italia e numerose cover band riconosciute testimoniano un seguito che attraversa generazioni diverse. I concerti dei Nomadi continuano infatti a riunire fan storici e nuovi ascoltatori, mantenendo vivo un legame che dura da decenni.<br><br>La storia della band è stata accompagnata fin dagli inizi anche da un forte impegno sociale e umanitario, con numerose iniziative solidali promosse nel tempo e sostenute attraverso la musica. Dopo dieci anni dall’ultimo album dal vivo, i Nomadi sono tornati recentemente con un nuovo progetto live pubblicato in doppio vinile, CD e formato digitale. Un lavoro che riporta al centro la dimensione del concerto, da sempre l’anima della band: il luogo in cui le canzoni prendono forma davanti al pubblico e dove l’energia del live diventa parte integrante del racconto musicale. La formazione attuale dei Nomadi è composta da Beppe Carletti (tastiere, fisarmonica e cori), Cico Falzone (chitarre e cori), Sergio Reggioli (violino e voce), Massimo Vecchi (basso e voce), Yuri Cilloni (voce) e Domenico Inguaggiato (batteria).</p>



<p><br>Storico amico del festival, <strong>Angelo Branduardi </strong>sarà in concerto <strong>martedì 21 luglio 2026</strong> alle ore 21:15 nella stessa suggestiva cornice del <strong>Castello di Udine</strong> con <strong>Il Cantico</strong>, il suo progetto musicale dedicato a <strong>San Francesco </strong>negli 800 anni dalla morte: un viaggio musicale e spirituale attraverso la vita e le parole di San Francesco d&#8217;Assisi, figura iconica di luce, povertà, letizia e poesia. “La vita di San Francesco d’Assisi &#8211; come racconta lo stesso Branduardi &#8211; é quella di un uomo che diventa Santo… un uomo (e quindi un Santo) che sceglie la gioia di vivere, la raccomanda ai suoi discepoli, ama la povertà &#8216;mai disgiunta dalla letizia&#8217;… Francesco é oggi più che mai Santo, ma è anche grande poeta; amava cantare e lo faceva spesso, anche da solo… io ho provato a ridare voce alle sue parole perché si possa di nuovo cantarle.” Il Cantico sarà un&#8217;occasione per rivivere la profondità del messaggio francescano e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco, già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza.<br><br>Cantautore, violinista e compositore, Branduardi ha costruito nel corso della sua carriera uno stile unico e riconoscibile, capace di unire la tradizione folk e la sensibilità della canzone d’autore italiana. Sul palco insieme a lui ci saranno Fabio Valdemarin alle tastiere, Nicola Oliva alle chitarre, Stefano Olivato al basso e Davide Ragazzoni alla batteria.<br><br>Le <strong>prevendite </strong>sono già attive per entrambi gli eventi. <br>I biglietti sono disponibili online su <a href="https://shop.editeventi.com/epages/16745.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/16745/Categories/Category1">Edit Shop</a> e presso la biglietteria fisica di Carpacco, frazione di Dignano, al Centro Commerciale “Le Torri”, <strong>aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17</strong> (tel. +39 0432 1723158 – cell. +39 335 1202124 – email: biglietteria@folkest.com</p>
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		<title>Premio Alberto Cesa 2026 &#8211; Selezioni dal 4 dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Folkest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 12:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torna l’appuntamento annuale firmato Folkest dedicato al grande musicista torinese Alberto Cesa &#8211; Selezioni dal 4 dicembre Prende il via la XXII edizione del Premio Alberto Cesa, un evento annuale firmato Folkest che celebra la musica italiana in grado di intrecciare radici culturali da ogni angolo del mondo. Il Premio, intitolato al grande musicista e [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Torna l’appuntamento annuale firmato Folkest dedicato al grande musicista torinese Alberto Cesa &#8211; Selezioni dal 4 dicembre</h2>



<p id="block-82d4e866-34ee-4c0d-bc98-d225ed5a697a">Prende il via la <strong>XXII edizione</strong> del <strong><a href="https://www.folkest.com/premio-alberto-cesa/">Premio Alberto Cesa</a></strong>, un evento annuale firmato <strong>Folkest </strong>che celebra la musica italiana in grado di intrecciare radici culturali da ogni angolo del mondo. Il Premio, intitolato al grande musicista e autore torinese <strong>Alberto Cesa</strong>, rappresenta da oltre vent&#8217;anni un&#8217;importante vetrina per i progetti musicali che esplorano la ricca diversità culturale, accogliendo le sonorità più innovative e i repertori spesso poco conosciuti del panorama musicale italiano.</p>



<p id="block-82d4e866-34ee-4c0d-bc98-d225ed5a697a"><br>L&#8217;evento si svilupperà attraverso una serie di <strong>esibizioni dal vivo</strong> in diverse città italiane, in cui i finalisti avranno l&#8217;opportunità di esibirsi e confrontarsi sul palco, in un vero e proprio percorso di selezione. Dopo una prima fase di selezione, avrà inizio il girone delle semifinali, che prenderà il via il 4 dicembre 2025 ad <strong>Arezzo</strong>, per poi proseguire il 17 gennaio 2026 a <strong>Cervasca </strong>(Cuneo), il 22 gennaio 2026 ad <strong>Arbizzano-Santa Maria</strong> (Verona), seguito da <strong>Roma </strong>il 29 gennaio 2026. A chiudere questa serie di appuntamenti sarà <strong>Codroipo </strong>(Udine), il 5 febbraio 2026 con l&#8217;ultima esibizione prima della cerimonia finale.</p>



<p id="block-0a5724f3-4df9-4432-84bd-7021ef72356d">Ogni tappa del tour rappresenterà una fase importante nella scelta dei vincitori, che culminerà nella<br>cerimonia finale, durante la quale sarà assegnato il prestigioso <a href="https://www.folkest.com/premio-alberto-cesa/">Premio Alberto Cesa</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-40168" srcset="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-1024x1024.jpg 1024w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-300x300.jpg 300w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-150x150.jpg 150w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-768x768.jpg 768w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-700x700.jpg 700w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026-400x400.jpg 400w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/09/premio-cesa-2026.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p id="block-0a5724f3-4df9-4432-84bd-7021ef72356d">Il <strong><a href="https://www.folkest.com/premio-alberto-cesa/">Premio Alberto Cesa</a></strong>, dedicato al grande musicista torinese, fra i principali interpreti del folk revival, è<br>sicuramente unico nel panorama dei Concorsi Nazionali dedicati alla musica. <strong>Originale la sua formula</strong> che<br>prevede un triplo passaggio: una prima selezione affidata a una giuria formata da operatori del settore, giornalisti e musicisti, alla quale seguono sei selezioni dal vivo disseminate lungo lo Stivale.</p>



<p id="block-ae688b97-946b-4a5f-a3e0-23cbc5107d59">I cinque gruppi usciti dalle semifinali territoriali approderanno a <strong>luglio 2026</strong> sul <strong>palco di Folkest a San<br>Daniele </strong>per le <strong>finalissime</strong>.</p>



<p id="block-ae688b97-946b-4a5f-a3e0-23cbc5107d59"><br>Anche quest’anno, come già nella scorsa edizione, ai gruppi finalisti sarà chiesto di musicare, cantare e arrangiare un testo in lingua friulana del poeta<strong> Federico Tavan</strong> di Andreis (PN), considerato tra le voci più alte della letteratura friulana della seconda metà del Novecento, dopo Pier Paolo Pasolini. Questa sezione del Premio si svolgerà in collaborazione con Morganti Editori, che cura i diritti delle opere del poeta.<br>Ai primi classificati andrà il Premio Nuovo Imaie e saranno invitati ad esibirsi a <strong>Folkest 2027</strong> e a <strong>Ethnos 2026</strong>. Mentre i secondi e terzi classificati saranno invitati a due delle serate di <strong>Folkest sul territorio<br>2027</strong>.</p>



<p class="has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-293412a4674cf164ec2ffc7989ec7e0c" id="block-d38c1149-e4cc-4183-987b-bacc59f41607" style="color:#322e85"><br><strong>Alberto Cesa</strong> (1947-2010), cantante, chitarrista, ghirondista e fondatore nel 1974 del marchio Cantovivo, è stato tra i principali interpreti del folk revival. Ha cantato per più di trent&#8217;anni le incongruenze e le difficoltà della vita in fabbrica utilizzando il linguaggio della musica popolare: l&#8217;abilità di far dialogare musiche di differente provenienza, dalla ballata ai ritmi del sud, ne hanno fatto una figura di riferimento per l&#8217;intera scena nazionale. Più di recente aveva dedicato la sua produzione alla raccolta e alla messa in musica dei Fogli Volanti, scritti e poesie a carattere politico fatti girare in maniera clandestina per decenni: memorabile il cd-libro pubblicato nel 2001 per il Manifesto</p>



<p></p>
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		<title>È aperto il bando per l’edizione 2026 di Folkest Showcase-Upbeat</title>
		<link>https://www.folkest.com/e-aperto-il-bando-per-ledizione-2026-di-folkest-showcase-upbeat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 17:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È aperto il bando per l’edizione 2026 di Folkest Showcase-Upbeat, la sezione di Folkest dedicata agli artisti emergenti internazionali. È aperto il bando per partecipare a Folkest Showcase: la sezione del programma del festival Folkest parte del progetto Upbeat, la piattaforma Europea per gli Showcase di World Music, e dedicata ai live di giovani artisti [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">È aperto il bando per l’edizione 2026 di Folkest Showcase-Upbeat, la sezione di Folkest dedicata agli artisti emergenti internazionali.</h2>



<p><br>È aperto il bando per partecipare a Folkest Showcase: la sezione del programma del festival Folkest parte del progetto <strong>Upbeat</strong>, la piattaforma Europea per gli Showcase di World Music, e dedicata ai live di giovani artisti internazionali nel panorama della world music. Gli <strong>artisti selezionati </strong>si <strong>esibiranno</strong>, infatti, fra il 3 e il 5 luglio 2026 a<strong> San Daniele del Friuli</strong>, proprio nel contesto delle iniziative centrali del Festival. Saranno 12 gli artisti prescelti nel panorama internazionale per gli showcase di Folkest, uno dei più importanti Folk Festival del Sud dell’Europa. Le iscrizioni, <strong>ufficialmente aperte il 28 novembre 2025</strong>, sono aperte fino al 20 gennaio 2026.<br><a href="https://www.folkest.com/folkest-world-music-showcase/">QUI</a> puoi trovare il <strong>regolamento </strong>e il <strong>modulo di iscrizione</strong>.</p>



<p><br><strong>A chi è rivolto?</strong> </p>



<p>I Folkest Showcase sono aperti a gruppi provenienti da tutti i Paesi dell’Unione Europea e da Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Georgia, Tunisia e Ucraina. Ciascun artista o gruppo dovrà proporre un progetto di World Music, essere in grado di offrire un concerto showcase di 40 minuti, essere pronto ad affrontare un programma intensivo, che include incontri, seminari, incontri di relazioni, e durante la permanenza a <strong>San Daniele del Friuli</strong>. Per partecipare i musicisti devono essere: under 35, non aver realizzato più di 3 album (il primo album non deve essere uscito più di 5 anni prima dell’iscrizione), devono essere realmente emergenti e non avere quindi più di 20mila followers sui social e quindi non deve aver partecipato ad un tour internazionale maggiore di 10 date e non devono avere un contratto con un’etichetta internazionale. Al contempo devono aver tenuto almeno un concerto in un contesto professionale e avere una presenza sul web, se pur non massiccia, sicuramente altrettanto professionale (sito web e social media).<br>Gli artisti selezionati <strong>saranno comunicati entro il 21 marzo 2026 </strong>sul sito web di Folkest e sui canali social.</p>



<p><br>Un’opportunità unica e irripetibile per essere visti e ascoltati da agenti internazionali, programmatori di festival, curatori musicali e dal pubblico del nostro festival, ma anche per avere dei riscontri da parte di professionisti del settore, ampliare le proprie relazioni professionali, e l’opportunità di essere ingaggiati per futuri spettacoli e partecipare ai percorsi di formazione.<br>Importante ricordare come gli Folkest Showcase siano per gli artisti una preziosa occasione per accedere a tutti i concerti del festival, agli eventi del network, agli incontri di studio e ai percorsi di formazione professionale. Ma anche per incontrare i professionisti dell’industria musicale: agenti, festival, programmatori e curatori musicali, giornalisti ed esperti e per affinare quindi la conoscenza dell’ambiente professionale musicale, le relazioni funzionali a fare della musica un vero e proprio lavoro: a questo focus, infatti, sono dedicati i seminari e i percorsi di formazione professionale riservati ai musicisti.<br>Folkest Showcase è membro di <strong>UPBEAT </strong>– Piattaforma Europea per Showcase di World Music. Il nostro programma di showcase è supportato da <strong>Upbeat</strong>, dall’<strong>Unione Europea</strong>, dalla <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong>, dalla <strong>Fondazione Friuli</strong> e dal <strong>Comune di San Daniele del Friuli</strong>.</p>



<p>Per informazioni: <strong>showcase@folkest.com</strong> – TEL. +39 0432 1723158</p>
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		<title>Si chiude Folkest 2025: profumi e suoni dall’Italia e dal Mondo fra i Monti, le Valli e le Campagne del Friuli Venezia Giulia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Folkest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 12:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 13mila spettatori, di cui poco più della metà a pagamento, una prima europea di un progetto internazionale, una prima italiana di un progetto nazionale, oltre dodici prime italiane di artisti internazionali e due prime nazionali di produzioni speciali Folkest. Questi i numeri della 47esima edizione di Folkest che conferma così la sua natura di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oltre <strong>13mila spettatori</strong>, di cui poco più della metà a pagamento, una prima europea di un progetto internazionale, una prima italiana di un progetto nazionale, oltre dodici prime italiane di artisti internazionali e due prime nazionali di produzioni speciali Folkest. Questi i numeri della<strong> 47esima edizione di Folkest</strong> che conferma così la sua natura di Festival curioso del mondo portandosi a casa splendidi ospiti e numeri importanti. Appuntamento diffuso sul territorio, ma al contempo villaggio musicale che trasforma <strong>San Daniele in un borgo di musica</strong> e del fare musica da tutto il Mondo.</p>



<p>Ma scendiamo nel dettaglio: importantissima e molto attesa la prima europea del tour di Joachim <strong>Cooder </strong>con Adriano <strong>Viterbini</strong>. Ma anche la prima italiana di <strong>Yiddish Blues</strong> con Moni <strong>Ovadia</strong>, Giovanna <strong>Famulari </strong>e Michele <strong>Gazich</strong>: primo vero e proprio progetto concertistico di Ovadia che darà anche vita a breve a un disco.<br>Le dodici prime italiane di artisti internazionali hanno visto salire sul palco: le scatenate danze balcaniche d Lidiya <strong>Koycheva </strong>&amp; <strong>Balkan Orkestra</strong>, il folk scandinavo dei <strong>Phønix </strong>dalla Danimarca, l’energia musicale dei <strong>Mulu’s Trio</strong> dall’Irlanda e la convivialità delle danze e delle musiche della tradizione della Guascogna con la <strong>LarreAlde Band</strong> dal Paese Basco in Francia. Ancora: dalla Catalogna la voce intensa di Paula <strong>Peso</strong>, dal Portogallo le atmosfere sonore di <strong>Asteria </strong>e dalla Grecia l’intreccio sonoro tra tradizione e modernità dei <strong>Lyre’n’Rhapsody</strong>. Dalla Tunisia la creatività di Nora <strong>Gharyéni </strong>mentre dalla Slovenia una fusione di stili e linguaggi diversi con <strong>Kiki </strong>e dalla Polonia le sfumature sonore di <strong>Hraybery</strong>. In scena anche l’esplosivo ensemble <strong>Matching Ties &amp; Obrannlaig Rinceor Dancers</strong>, un crogiolo di musicisti e danzatori provenienti dall’Inghilterra, dalla Germania e dagli Usa. Infine a conclusione della rassegna il palco di Folkest ha ospitato dalla Polonia la musica di <strong>Hraybery </strong>e dalla Finlandia il duo <strong>Lotta &amp; Stina</strong>.</p>



<p>E ancora numeri: 66 fra gruppi e artisti di cui 34 sul territorio e 32 a San Daniele, 31 appuntamenti live in Friuli, 32 appuntamenti live a San Daniele, 31 Comuni coinvolti fra il 13 giugno e il 17 agosto.</p>



<p>Il viaggio fra i comuni del Friuli Venezia Giulia ha toccato oltre a San Daniele: Gemona del Friuli, Cividale, Cervignano, Pordenone, Campoformido, Vito d’Asio, Tolmezzo, Tramonti di sopra, Basaldella di Vivaro, Gorizia, Costa (Castelnovo del Friuli), Artegna, Lusevera, San Rocco (Forgaria nel Friuli), Venzone, Corno di Rosazzo, Fiumicello Villa Vicentina), San Giovanni d’Antro (Pulfero), Ronchi dei Legionari, Romans d’Isonzo, Arta Terme, Palmanova, Stevenà di Caneva, Clauzetto. E, immancabile come tutti gli anni, Udine.</p>



<p>Articolo di <a href="https://www.nordestnews.it/author/paolobencich/">Paolo Bencic</a></p>



<p></p>
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		<title>Premio Alberto Cesa 2026: aperte le iscrizioni mentre si guarda avanti a nuove opportunità di crescita</title>
		<link>https://www.folkest.com/premio-alberto-cesa-2026-aperte-le-iscrizioni-mentre-si-guarda-avanti-a-nuove-opportunita-di-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 12:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni della XXII edizione del Premio Alberto Cesa, l’appuntamento annuale firmato Folkest, e intitolato al grande musicista e autore torinese, dedicato ai progetti musicali italiani che sappiano esprimere una o più radici culturali da ogni parte del mondo. Un’iniziativa che, nel corso delle edizioni di questi ultimi 22 anni, ha portato sul [&#8230;]</p>
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<p>Sono aperte le iscrizioni della <strong>XXII edizione</strong> del <strong>Premio Alberto Cesa</strong>, l’appuntamento annuale firmato Folkest, e intitolato al grande musicista e autore torinese, dedicato ai progetti musicali italiani che sappiano esprimere una o più radici culturali da ogni parte del mondo. Un’iniziativa che, nel corso delle edizioni di questi ultimi 22 anni, ha portato sul palco centinaia di musicisti permettendo al pubblico di scoprire repertori vari e spesso poco esplorati. Le <a href="https://www.folkest.com/premio-alberto-cesa/">iscrizioni sono aperte</a> fino alla mezzanotte del 31 ottobre.</p>



<p>“<em>Sono sempre di meno &#8211; spiega il Direttore Artistico Andrea Del Favero &#8211; le occasioni per conoscere la nuova musica di questo nostro Stivale tuffato nel Mediterraneo. Il Premio Cesa è ancora un’occasione preziosa di incontro che peraltro trova anche la sua ricchezza nella ricca tavolozza di culture che si ritrovano a San Daniele, in occasione delle fasi centrali del festival Folkest che è poi sede delle Finalissime.</em>” Un Premio che sta crescendo e che è pronto ad assorbire importanti novità: “<em>Per quest’anno &#8211;</em> dichiara Gianni Martin responsabile del Premio &#8211;<em> non ci sono i tempi tecnici e abbiamo deciso di mantenere la formula delle precedenti edizioni, ma abbiamo oramai aperto rapporti veramente interessanti con altri operatori sempre nella linea dell’allargare il palco a quanti più colori musicali possibili: e in Italia, ve lo assicuro, ce ne sono veramente tanti.</em>”</p>



<p>Il <strong>Premio Alberto Cesa</strong>, dedicato al grande musicista torinese, fra i principali interpreti del folk revival, è sicuramente unico nel panorama dei Concorsi Nazionali dedicati alla musica. Originale la sua formula che prevede un triplo passaggio: una prima selezione affidata a una giuria formata da operatori del settore, giornalisti e musicisti, alla quale seguono sei selezioni dal vivo disseminate lungo lo Stivale. Quest’anno si confermano <strong>Arezzo</strong>, che aprirà le semifinali il 4 dicembre 2025, <strong>Cervasca</strong>, <strong>Udine</strong>, <strong>Roma </strong>e <strong>Verona </strong>(che le chiuderà in data da definirsi entro il 30 gennaio 2026). I cinque gruppi usciti dalle semifinali territoriali approderanno a luglio 2026 sul palco di Folkest a San Daniele per le finalissime.</p>



<p>Anche quest’anno, come già nella scorsa edizione, ai gruppi finalisti sarà chiesto di musicare, cantare e arrangiare un testo in lingua friulana del poeta<strong> Federico Tavan </strong>di Andreis (PN), considerato tra le voci più alte della letteratura friulana della seconda metà del Novecento, dopo Pier Paolo Pasolini. Questa sezione del Premio si svolgerà in collaborazione con Morganti Editori, che cura i diritti delle opere del poeta.<br><strong>Ai primi classificati andrà il Premio Nuovo Imaie </strong>e saranno invitati ad esibirsi a <strong>Folkest 2026 </strong>e a <strong>Ethnos 2026</strong>. Mentre i <strong>primi classificati</strong> saranno invitati a <strong>due delle serate di Folkest sul territorio 2026</strong>.</p>



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<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size"><strong>Alberto Cesa</strong> (1947-2010), cantante, chitarrista, ghirondista e fondatore nel 1974 del marchio Cantovivo, è stato tra i principali interpreti del folk revival. Ha cantato per più di trent&#8217;anni le incongruenze e le difficoltà della vita in fabbrica utilizzando il linguaggio della musica popolare: l&#8217;abilità di far dialogare musiche di differente provenienza, dalla ballata ai ritmi del sud, ne hanno fatto una figura di riferimento per l&#8217;intera scena nazionale. Più di recente aveva dedicato la sua produzione alla raccolta e alla messa in musica dei Fogli Volanti, scritti e poesie a carattere politico fatti girare in maniera clandestina per decenni: memorabile il cd-libro pubblicato nel 2001 per il Manifesto.</p>
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		<title>Mescalina racconta Folkest 2025</title>
		<link>https://www.folkest.com/folkest-2025-un-festival-aperto-al-mondo-per-un-pubblico-curioso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest-2026]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 15:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
		<category><![CDATA[edizione 2025]]></category>
		<category><![CDATA[festival friuli]]></category>
		<category><![CDATA[folkest]]></category>
		<category><![CDATA[premio cesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tre anni&#160;Folkest&#160;è tornato nella sua casa storica,&#160;San Daniele del Friuli, e anche quest’anno non ha deluso. Dal 2 al 6 luglio, il festival — pioniere della world music in Italia — ha animato il borgo con concerti, incontri, laboratori e seminari, accogliendo un pubblico curioso, partecipe e appassionato. Nel suo approfondito reportage su Folkest 2025, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-39916" style="width:285px;height:auto" srcset="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1-724x1024.jpg 724w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1-212x300.jpg 212w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1-768x1086.jpg 768w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1-1086x1536.jpg 1086w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/Articoli-Mescalina-2025-1.jpg 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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<p>Da tre anni&nbsp;<em>Folkest</em>&nbsp;è tornato nella sua casa storica,&nbsp;<strong>San Daniele del Friuli</strong>, e anche quest’anno non ha deluso. Dal 2 al 6 luglio, il festival — pioniere della world music in Italia — ha animato il borgo con concerti, incontri, laboratori e seminari, accogliendo un pubblico curioso, partecipe e appassionato.</p>



<p>Nel suo approfondito reportage su <em>Folkest 202</em>5, Laura Bianchi mette in risalto la vocazione profonda del festival: essere luogo d’incontro tra culture, lingue e tradizioni diverse, in una terra – il Friuli – da sempre crocevia di scambi e contaminazioni. Dalle origini multiculturali del festival fino ai concerti più recenti, l&#8217;autrice racconta cinque giorni intensi, dove la musica diventa strumento di dialogo, memoria e scoperta. Con attenzione ai dettagli e sensibilità per il valore umano degli artisti coinvolti, Bianchi ci restituisce l’anima autentica di Folkest: una comunità che si ritrova nel nome della curiosità, dell’ascolto e della bellezza condivisa.</p>



<p>Link all&#8217;articolo completo: <a href="https://www.mescalina.it/musica/special/07/07/2025/folkest-2025-un-festival-aperto-al-mondo">https://www.mescalina.it/musica/special/07/07/2025/folkest-2025-un-festival-aperto-al-mondo</a></p>



<p>Proseguendo il suo racconto di <em>Folkest 202</em>5, Laura Bianchi si concentra sull’intenso debutto serale della rassegna a San Daniele del Friuli, che ha visto protagonista <strong>Moni Ovadia</strong> con il progetto <em>Yiddish Blues</em>. L’autrice mette in risalto la forza emotiva e politica dello spettacolo, capace di intrecciare memoria storica, denuncia civile e umorismo con la profondità musicale di <strong>Michele Gazich</strong> e <strong>Giovanna Famulari</strong>. Tra blues yiddish, canzoni rom, inni spirituali e ironia disarmante, il concerto diventa un atto di resistenza e di amore per l’umanità ferita. Un momento alto e coinvolgente, che inaugura nel segno della consapevolezza le serate del festival.</p>



<p>Articolo completo:<a href=" https://www.mescalina.it/musica/live/08/07/2025/moni-ovadia-michele-gazich-giovanna-famulari-in-yiddish-blues-al-folkest"> https://www.mescalina.it/musica/live/08/07/2025/moni-ovadia-michele-gazich-giovanna-famulari-in-yiddish-blues-al-folkest</a></p>



<p>A completare questo affresco corale su Folkest, Laura Bianchi propone un’intervista approfondita ad <strong>Andrea Del Favero</strong>, fondatore e direttore artistico del festival. Una conversazione che non è solo racconto biografico, ma riflessione viva sulla storia, l’identità e il futuro di un evento che, da oltre quarant’anni, unisce tradizione e innovazione, radici locali e visioni globali. Del Favero ripercorre le origini del festival nel contesto post-sisma friulano, il ruolo del territorio nella sua vocazione interculturale, l’evoluzione della scena musicale e l’importanza della curiosità, del confronto e della qualità artistica. L’intervista offre anche uno sguardo sulle sfide attuali, dai linguaggi digitali al coinvolgimento dei più giovani, e sulle nuove traiettorie che Folkest continuerà a esplorare. Una testimonianza appassionata e consapevole, che ribadisce quanto la musica – se curata con rigore e amore – possa ancora essere uno strumento di dialogo, resistenza e meraviglia.</p>



<p>Intervista completa: <a href="https://www.mescalina.it/musica/interviste/10/07/2025/intervista-ad-andrea-del-favero-su-folkest">https://www.mescalina.it/musica/interviste/10/07/2025/intervista-ad-andrea-del-favero-su-folkest</a></p>



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		<title>Concerto Allan Taylor spostato</title>
		<link>https://www.folkest.com/concerto-allan-taylor-spostato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 14:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Causa maltempo il concerto dell’11 luglio di Allan Taylor è spostato al Teatro Ristori di Cividale del Friuli ore 20:45.</p>
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<p>Causa maltempo il concerto dell’11 luglio di Allan Taylor è spostato al Teatro Ristori di Cividale del Friuli ore 20:45.</p>
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		<title>Un dialogo civile in forma di concerto: intervista a Moni Ovadia</title>
		<link>https://www.folkest.com/un-dialogo-civile-in-forma-di-concerto-moni-ovadia-racconta-yiddish-blues/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest-2026]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 11:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel percorso che Folkest 2025 dedica alle culture erranti, alla memoria e all’impegno civile, trova spazio anche un&#8217;intensa intervista di Eugenio Giannetta per L&#8217;Avvenire a Moni Ovadia, protagonista – insieme a Giovanna Famulari e Michele Gazich – del concerto-narrazione Yiddish Blues, presentato in anteprima nazionale a San Daniele del Friuli. Un progetto artistico che intreccia spiritualità e resistenza, cultura yiddish [&#8230;]</p>
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<p>Nel percorso che Folkest 2025 dedica alle culture erranti, alla memoria e all’impegno civile, trova spazio anche un&#8217;intensa intervista di Eugenio Giannetta per L&#8217;Avvenire a <strong>Moni Ovadia</strong>, protagonista – insieme a <strong>Giovanna Famulari</strong> e <strong>Michele Gazich</strong> – del concerto-narrazione <em>Yiddish Blues</em>, presentato in anteprima nazionale a San Daniele del Friuli. Un progetto artistico che intreccia spiritualità e resistenza, cultura yiddish e blues, esilio e giustizia, ponendosi come atto poetico e politico allo stesso tempo.</p>



<p>Ovadia ci guida alla scoperta del cuore profondo di questa operazione: un ponte tra le musiche dei popoli erranti, un’affermazione radicale dell’arte come veicolo di empatia, memoria e azione. Nell’intervista, riflette sul ruolo della musica come linguaggio universale, sulla necessità di dare voce al dolore dell’altro, e sulla forza etica dell’alterità come fondamento di una società più giusta.</p>



<p>Di seguito l&#8217;intervista completa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" width="765" height="1024" src="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1-765x1024.jpg" alt="" class="wp-image-39956" srcset="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1-765x1024.jpg 765w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1-224x300.jpg 224w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1-768x1028.jpg 768w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1-1147x1536.jpg 1147w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-lavvenire-Agora-1.jpg 1211w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>
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		<item>
		<title>Le Orme: 60 anni di musica raccontati nell&#8217;intervista de Il Fatto Quotidiano</title>
		<link>https://www.folkest.com/le-orme-60-anni-di-musica-raccontati-nellintervista-per-il-fatto-quotidiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest-2026]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del loro concerto a Folkest 2025, Le Orme si sono esibite nell’ambito del tour che celebra i 60 anni dalla fondazione del gruppo, una delle formazioni più influenti della scena progressive italiana. In questa intervista realizzata da Stefano Mannucci per Il Fatto Quotidiano, è Michi Dei Rossi, storico batterista e unico membro fondatore ancora in attività, a ripercorrere la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione del loro concerto a <strong>Folkest 2025</strong>, <strong>Le Orme</strong> si sono esibite nell’ambito del tour che celebra i 60 anni dalla fondazione del gruppo, una delle formazioni più influenti della scena progressive italiana. In questa intervista realizzata da <strong>Stefano Mannucci </strong>per<strong> Il Fatto Quotidiano</strong>, è <strong>Michi Dei Rossi</strong>, storico batterista e unico membro fondatore ancora in attività, a ripercorrere la lunga storia della band. Tra ricordi surreali di performance teatrali – come quando Dei Rossi si riposava dentro una bara sul palco – e aneddoti leggendari (come la partecipazione da spettatori al Festival di Wight nel 1970, con Hendrix, Doors e Who), l’intervista attraversa sei decenni di musica e visioni. Non mancano i riferimenti ai legami con i Genesis e Peter Hammill, agli incontri con Vangelis, e alla libertà creativa conquistata negli anni Settanta, quando Le Orme affittavano teatri e producevano i propri dischi senza manager. Il tutto in un racconto che alterna memoria e riflessione, in cui Dei Rossi guarda al tempo che passa, ai legami che hanno segnato la storia del gruppo e al significato profondo di portare ancora oggi in tour il nome de Le Orme: “Mi riempie di gratitudine essere ancora oggi la bandiera delle Orme,” conclude Dei Rossi, “nel viaggio cosmico tra Felona e Sorona.”</p>



<p>L&#8217;articolo completo:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="1024" src="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano-694x1024.jpg" alt="" class="wp-image-39969" style="width:725px;height:auto" srcset="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano-694x1024.jpg 694w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano-203x300.jpg 203w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano-768x1133.jpg 768w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/intervista-il-fatto-quotidiano.jpg 864w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.folkest.com/le-orme-60-anni-di-musica-raccontati-nellintervista-per-il-fatto-quotidiano/">Le Orme: 60 anni di musica raccontati nell&#8217;intervista de Il Fatto Quotidiano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.folkest.com">Folkest - edizione 2026</a>.</p>
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		<title>Joachim Cooder a Folkest 2025: l&#8217;intervista per Classic Rock Magazine</title>
		<link>https://www.folkest.com/joachim-cooder-a-folkest-la-musica-come-meditazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Folkest-2026]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli appuntamenti internazionali più attesi di questa edizione di Folkest, spicca il nome di Joachim Cooder, che il 5 luglio ha portato a San Daniele del Friuli le sonorità rarefatte del suo nuovo lavoro Dreamer’s Motel. A Cooder è stata riservata un&#8217;intervista curata da Paolo Tocco per Classic Rock Magazine, l’artista statunitense racconta il cuore meditativo della [&#8230;]</p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" width="746" height="1024" src="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine-746x1024.jpg" alt="" class="wp-image-39930" style="width:234px;height:auto" srcset="https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine-746x1024.jpg 746w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine-219x300.jpg 219w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine-768x1054.jpg 768w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine-1119x1536.jpg 1119w, https://www.folkest.com/wp-content/uploads/2025/07/classic-rock-magazine.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /></a></figure>
</div>


<p>Tra gli appuntamenti internazionali più attesi di questa edizione di Folkest, spicca il nome di <strong>Joachim Cooder</strong>, che il 5 luglio ha portato a San Daniele del Friuli le sonorità rarefatte del suo nuovo lavoro <em>Dreamer’s Motel</em>. A Cooder è stata riservata un&#8217;intervista curata da <strong>Paolo Tocco </strong>per<strong> <em>Classic Rock Magazine</em></strong>, l’artista statunitense racconta il cuore meditativo della sua musica, fatta di blues sospesi, vibrazioni africane, memorie infantili e paesaggi interiori che prendono forma tra elettronica morbida e strumenti tradizionali come la m’bira.</p>



<p>Nel corso del dialogo si parla anche del padre, Ry Cooder, e della loro particolare sintonia creativa, oltre che dell’influenza di musicisti come Ali Farka Touré, degli incendi che hanno segnato la sua famiglia e dell’urgenza di ricostruire una dimensione spirituale attraverso il suono. Un’intervista intensa, che restituisce le atmosfere contemplative di un concerto che ha saputo toccare corde profonde, confermandosi tra i momenti più evocativi di questa edizione del festival. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.folkest.com/joachim-cooder-a-folkest-la-musica-come-meditazione/">Joachim Cooder a Folkest 2025: l&#8217;intervista per Classic Rock Magazine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.folkest.com">Folkest - edizione 2026</a>.</p>
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