
Terre di miti e di eroi, il Friuli, Trieste, l’Istria appaiono nelle loro straordinarie intersezioni come un laboratorio unico di narrazioni multiple: Folkest storicamente si è proposto di trovare una trama connettiva alla complessa intersezione dei territori e delle culture, in una riaffermata e storicamente accertata centralità europea della nostra regione, cerniera tra Alessandria, Bisanzio, le vie dell’Ambra e i monaci irlandesi. E in questi anni Folkest, senza mai diventare strumento di consenso, anzi facendosi portavoce, se possibile delle avanguardie, delle tensioni culturali che nutrono l’ascolto di qualità, ha raccontato al pubblico i suoni senza confini né definizioni.
Da una rinnovata centralità della nostra regione come millenario laboratorio antropologico di creazione artistica, attraverso nuove e vecchie frontiere della musica delle radici, che da decenni stiamo scandagliando. Folkest, per sua nascita e suo credo, ha sempre mantenuto una forte attenzione alle espressioni musicali legate alle lingue e culture minoritarie: anche quest’anno ci sarà una massiccia presenza di rappresentanze Gaeliche irlandesi e scozzesi, Bretoni, Galiziane, Sarde, slovene della nostra regione, Istro-venete, Sud tirolesi, Roma.
Nasce nel 1979 a San Daniele del Friuli con il nome di “Fieste di Chenti”, da un nucleo di giovani operatori culturali, giornalisti e musicisti, in un momento straordinariamente importante per il cosiddetto revival etnico. Un largo movimento d’opinione riporta in primo piano le valenze culturali delle minoranze etniche soprattutto, ma non solo, in Europa. Nel 1983 assume il nome di “Suoni e tradizioni” per poi giungere definitivamente, nel 1984, a quello di “Folkest”.
Folkest è un festival di frontiera e lungo le frontiere ha sempre indirizzato le proprie scelte artistiche. Storicamente si è proposto di trovare una trama connettiva alla complessa intersezione dei territori e delle culture, in una riaffermata e storicamente accertata centralità europea della nostra regione. Postosi artisticamente come espressione delle ultime interessanti tendenze, questo festival offre agli spettatori musiche senza confini né definizioni, tradizioni musicali inedite in un affascinante mescolarsi di esperienze.
Sono stati con noi cantanti e musicisti di tutto il mondo, per citarne alcuni: Joe Cocker (Gran Bretagna), Joan Baez (USA), Angelo Branduardi (Italia), Fairport Convention (Inghilterra), Noa (Israele), America (USA), Donovan (Gran Bretagna), Elio e le storie tese (Italia), Los Lobos (USA), Bob Dylan (USA), Jackson Brown (USA), Jethro Tull (Inghilterra), Edoardo Bennato (Italia), David Crosby (USA), Fabrizio De Andrè (Italia), Miriam Makeba (Sud Africa), Vlado Kreslin (Slovenia), Goran Bregović (BiH), David Crosby (USA); James Taylor (USA); Elisa (Italia).