Collalto

Collalto

La presenza umana a Collalto è provata sin dalla preistoria e pure in seguito ebbe una certa importanza come zona di transito commerciale (presenza di ponti romani in loc. Sant’Anna; toponimo Mercatelli).

Si ipotizza che nell’alto medioevo fosse presente un insediamento longobardo, cosa testimoniata dal culto dei santi guerrieri Giorgio e Martino, tuttavia, in assenza di documentazione certa, si ritiene che solo attorno al XII secolo si formò un primo fortilizio da cui poi si sviluppò l’odierno castello. I nobili trevigiani, insediatisi nel Colle Alto, assunsero il nome di Collalto.

Con Ensedisio I, considerato il fondatore del castello di Collalto (1110, il centro divenne feudo del casato dei Collalto, con il compito di controllare i guadi del Piave. Nel 1245 i conti acquistarono anche la collina di San Salvatore in quel di Susegana e nel 1312 i diritti feudali della casata furono confermati dall’imperatore Arrigo VII.

Al castello di Collalto facevano capo le ville di Barbisano, Falzè di Piave e Sernaglia, mentre a San Salvatore spettavano Colfosco, Refrontolo, Santa Lucia e Susegana.

Con la pace raggiunta dopo l’arrivo della Serenissima, il castello perse d’importanza poiché le principali attività economico-amministrative e militari vennero svolte dalla famiglia Collalto dal Castello di San Salvatore (Susegana). Il convento francescano, rimase importante centro culturale dove operarono artisti quali il Pordenone e Francesco da Milano.

Con l’arrivo di Napoleone, da capoluogo di contea Collalto fu ridotta a semplice frazione di San Salvador (l’attuale Susegana), mentre il convento veniva soppresso e trasformato in filanda. Cominciò così un progressivo declino che culminò con la Grande Guerra: trovandosi proprio sul fronte del Piave, castello e paese furono quasi completamente distrutti dai colpi dell’artiglieria italiana schierata sul Montello.

Il tempo tra le due guerre vide la rinascita della frazione: nel 1927 venne costruita l’attuale chiesa, su progetto di Domenico Rupolo[3]. Il castello di Collalto non venne però restaurato e di esso rimane ancora eretta l’antica torre, simbolo del paese.